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TRADIZIONI
Come sarebbe Monforte senza Vitòria? Più o meno come Torino senza la Mole. Sì, perché Vittorina Seghesio è una vera e propria istituzione in paese, dove tutti le vogliono bene. Tanto che martedì scorso, in occasione del suo compleanno, più di cinquanta persone, tra parenti e amici, si sono strette attorno a lei per un pranzo alla Trattoria della Posta. Una festa speciale, visto che Vittorina ha brillantemente superato il traguardo dei 100 anni: quasi uno scherzo per lei, che è nata a Monforte il primo aprile...
II nome, Vitòrìa, se l'è fatto col ristorante, il Grappolo d'oro, rilevato insieme al marito Pietro Rinaldi nel 1955 e oggi portato avanti dal figlio Bruno con la moglie Ivana e dai nipoti Alberto e Pierpaolo. Metà della sua vita l'ha passata ai fornelli. Dopo le difficoltà iniziali e i grandi sacrifici fatti per avviare l'attività (si era nel dopo­guerra e la Langa era ancora quella dei "vinti" di Nuto Revelli), le cose per Vitòrìa hanno iniziato ad andare bene. Le sue intuizioni culinarie nel rispetto della tradizione, unite a una grinta leggendaria e un'incrollabile fiducia nella Provvidenza, hanno fatto il resto.

 
Dieci anni fa Vittorina Seghesio ha las
ciato a malincuore i fornelli ai suoi nipoti.

Il suoformidabile sa- voir-faire, ha eletto Vitòria a punto di riferimento per molti turisti di passaggio a Monforte, siano essi tedeschi, italiani o svizzeri. «Trattare bene gli ospiti - ha detto qualche anno fa - vuol direi scambiare due parole in allegria con loro e farli sentire in famiglia». Lei, naturalmente, comunica con loro in piemontese, ma non ha mai avuto problemi a farsi capire.